
I tumori oculari
Contenuto divulgativo tratto da:
https://www.fondazionebietti.it/it/tumori_oculari
Diagnostica strumentale
I principali tumori maligni intraoculari sono il melanoma e le metastasi coroideali nell’adulto, ed il retinoblastoma nel bambino. Le neoplasie congiuntivali principali, tipiche dell’adulto, includono il carcinoma squamoso e il melanoma della congiuntiva. I tumori orbitari più frequenti annoverano, a loro volta, l’angioma (benigno, del bambino e dell’adulto), il rabdomiosarcoma (maligno, del bambino), il linfoma e le metastasi (maligni, principalmente dell’adulto).
Valutazione clinica
L’approccio diagnostico comprende un’accurata anamnesi familiare, indagando la presenza di malattie neoplastiche o eredo-familiari nella famiglia. L’indagine sistematica procede con una completa valutazione oftalmologica (acuità visiva, esame biomicroscopico del segmento anteriore e posteriore, oftalmoscopia, pressione endoculare), allargata a tutte quelle indagini di secondo livello ritenute utili al caso specifico, quali: ecografia oculare, tomografia a coerenza ottica (OCT) esame del campo visivo, studio della funzionalità retinica e della via ottica. Le lesioni riscontrate – sia a carico del segmento anteriore che posteriore dell’occhio – dovranno sempre essere documentate fotograficamente: questa indagine è fondamentale per valutare obiettivamente nel tempo la storia naturale o l’effetto dell’eventuale terapia. Altre indagini importanti in oncologia oculare comprendono l’angiografia retinica e coroideale, l’angiografia mediante Tomografia a Coerenza Ottica (angio-OCT), l’autofluorescenza retinica e la microscopia confocale della superficie oculare. In casi selezionati possono essere utili anche specifiche indagini neuroradiologiche (TC e MRI). Qualora le metodologie anzidette non siano dirimenti si ricorrerà a metodiche diagnostiche mini-invasive, quali la citologia diagnostica, o invasive, quali biopsie chirurgiche incisionali o escissionali (asportazione parziale o totale della lesione).
Terapia
La terapia in oncologia oculare ed orbitaria si basa su una pianificazione di equipe (team oncologico) e spetta all’oncologo oculare il coordinamento di questa attività. Attualmente l’approccio ai tumori oculari è per quanto possibile conservativo, intendendo con questo termine la necessità di si struggere la lesione neoplastica preservando l’occhio e la funzione visiva. Quando la conservazione del bulbo oculare affetto dalla neoplasia (maligna) può costituire pericolo per la vita del paziente, l’occhio dovrà essere enucleato. La Radioterapia costituisce la principale, e più efficace metodica di trattamento dei tumori maligni e benigni dell’occhio. La radioterapia è principalmente applicata per contatto (placchette episclerali caricate con isotopi radiottivi), o con sorgenti esterne (acceleratore lineare o di particelle pesanti). Altri trattamenti eseguiti sono: la termoterapia transpupillare che trova indicazione, associata alla chemioterapia, nella cura del retinoblastoma, come anche la crioterapia, la chirurgia, la chemioterapia sistemica e topica, la terapia fotodinamica, la chemioterapia superselettiva con incannulazione dell’arteria oftalmica, l’iniezione intraoculare di farmaci antineoplastici e l’immunoterapia.
Patologie oculari
Melanoma Coroideale
Il melanoma della
coroide rappresenta il tumore maligno primitivo intraoculare più
frequente nell’adulto, con un’incidenza pari a 6 casi per milione
di persone/anno. La radioterapia conservativa (brachiterapia o
protoni accelerati) è oggi in grado di trattare in modo localmente
soddisfacente più del 95 percento dei casi. Per lesioni troppo
grandi si ricorre ancora all’enucleazione del bulbo oculare.
Nonostante i favorevoli risultati nel trattamento locale della
neoplasia, il melanoma della coroide rimane tuttora una patologia
potenzialmente mortale, con un rischio di metastatizazione a 10 anni
di circa il 50 percento.
Metastasi Coroideale
Le metastasi
coroideali sono considerate la neoplasia intraoculare maligna più
frequente, anche se il loro riscontro clinico è piuttosto raro
perché colpiscono generalmente pazienti in fase avanzata di malattia
sistemica, in cui la visita oculistica è spesso omessa. La diagnosi
è principalmente oftalmoscopica, anche se va supportata da uno
studio ecografico, tomografico ed, eventualmente, angiografico.
L’aspetto oftalmoscopico è quello di lesioni singole, ma più
spesso multiple e⁄o bilatrali, ipopigmentate, sottoretiniche,
localizzate principalmente al polo posteriore, vicino a nervo ottico
e macula. Il trattamento delle metastasi coroideali è un trattamento
multidisciplinare, basato su chemioterapia sistemica e,
eventualmente, radioterapia (standard o brachiterapia) o altri
trattamenti focali (terapia fotodinamica).
Retinoblastoma
Il retinoblastoma è il
tumore intraoculare maligno più frequente nell’età pediatrica. A
seconda dei casi può interessare uno o entrambi gli occhi e può
essere ereditario o meno. Ad oggi il retinoblastoma è un tumore che
ha una percentuale di sopravvivenza a 5 anni molto alta
(>95percento). Il segno più comune d’esordio è la leucocoria
(riflesso bianco pupillare), che però rimane purtroppo un segno
tardivo. La terapia standard del retinoblastoma è la chemioriduzione
(chemioterapia sistemica mirata a far diminuire di dimensioni le
lesioni oculari) associata a terapie focali di consolidamento
(termoterapia, crioterapia, brachiterapia) o più recentemente alla
chemioterapia intra-arteriosa e la termochemioterapia. L’enucleazione
del bulbo oculare rimane una terapia curativa in casi con neoplasia
localmente avanzata.
Emangioma coroideale circoscritto
L’emangioma
coroideale è il più frequente tumore primitivo vascolare della
coroide. Il tumore rimane generalmente misconosciuto fino a quando
diventa sintomatico. La comparsa di sintomi, calo dell’acuità
visiva e/o metamorfopsie, avviene generalmente nella terza o quarta
decade di vita. L’emangioma della coroide è un tumore benigno e
quindi il trattamento non è finalizzato alla distruzione del tumore
ma al mantenimento della migliore acuità visiva per il maggior tempo
possibile. Se il paziente non ha sintomi o calo dell’acuità visiva
il trattamento non è necessario ed il paziente andrà controllato
nel tempo. Se un sollevamento del neuroepitelio determina un calo
dell’acuità visiva il trattamento dovrà essere preso in
considerazione. Il trattamento oggi più utilizzato è la terapia
fotodinamica.
Neoplasia squamosa corneo-congiuntivale
La
neoplasia squamosa corneo-congiuntivale comprende quadri clinici che
variano dalla displasia epiteliale semplice fino al carcinoma
squamoso francamente invasivo. La terapia standard è un’ampia
escissione chirurgica associata a crioterapia del letto chirurgico e
ricostruzione del piano congiuntivale. L’utilizzo di antimetaboliti
topici (chemioterapia in gocce) è stato recentemente introdotto, e
viene oggi sempre più utilizzato, nel trattamento integrato di
questa patologia, sia in associazione alla chirurgia che come terapia
singola.
Melanoma congiuntivale
Il melanoma
congiuntivale è una neoplasia molto rara della congiuntiva, (meno
del 2 percento di tutti i tumori maligni oculari). L’approccio
terapeutico è guidato dalle dimensioni e dalla localizzazione del
melanoma. Nei melanomi di piccole dimensioni localizzati in sedi
favorevoli (congiuntiva bulbare e perilimbare) è sufficiente una
ampia resezione chirurgica, eventualmente associata alla
chemioterapia topica e a brachiterapia del letto mchirurgico. Nei
casi situati in sedi sfavorevoli (congiuntiva palpebrale, fornice,
caruncola e margine palpebrale) o di grandi dimensioni, l’escissione
chirurgica può non essere sufficiente anche se associata a
chemioterapia topica o radioterapia. Nei casi non rispondenti, molto
estesi e infiltranti l’orbita, l’exenteratio orbitae, tecnica
chirurgica radicale in cui si rimuove tutto il contenuto orbitario, è
ancora utilizzata. L’utilizzo di antimetaboliti topici viene oggi
sempre più utilizzato, principalmente nel trattamento di lesioni
premaligne (melanosi primaria acquisita).